TORNANTI
Tornanti è un’installazione site-specific che trasforma la segnaletica stradale funzionale in un’esperienza visiva ipnotica e astratta. L’opera si compone di sei moduli di cartelli delimitatori di curva (comunemente noti come "chevron"), sottratti al loro contesto stradale e reinterpretati attraverso una rotazione concettuale e spaziale.
Se nella realtà autostradale questi segnali sono disposti in sequenza orizzontale per guidare l’occhio lungo la curva, Papi li impila verticalmente, scardinando la loro funzione primaria. Questo slittamento orientativo innesca un potente effetto ottico: le frecce bianche su fondo nero perdono la loro natura di indicatori direzionali per fondersi in un unico, serrato motivo a zigzag. Il risultato è un pattern vibrante che sembra muoversi sulla parete, una trama cinetica che cattura lo sguardo in un ritmo serrato di angoli e contrasti.
Il titolo Tornanti evoca immediatamente le strade di montagna, dove la ripetizione di questi segnali scandisce il superamento dei dislivelli. Tuttavia, nell’opera, la "strada" non è più un percorso fisico da attraversare, ma diventa una linea concettuale curva generata dalla sovrapposizione geometrica dei moduli. L’installazione trasforma così l’urgenza del codice della strada nella stasi ipnotica dell’arte, invitando lo spettatore a perdersi in un paesaggio di puro segno grafico, dove il confine tra segnale e astrazione svanisce definitivamente.
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Tornanti is a site-specific installation that transforms functional road signage into a hypnotic and abstract visual experience. The work is composed of six curve delineator modules (commonly known as "chevrons"), stripped of their roadside context and reinterpreted through a conceptual and spatial rotation.
In a standard road environment, these signs are arranged horizontally to guide the driver's eye along a curve. Papi, however, stacks them vertically, dismantling their primary function. This orientational shift triggers a powerful optical effect: the white arrows on a black background lose their nature as directional indicators and merge into a single, tight zigzag pattern. The result is a vibrant kinetic texture that appears to pulsate upon the wall—a rhythmic sequence of sharp angles and high contrasts.
The title Tornanti immediately evokes winding mountain roads where these signs are a constant presence. Yet, in this installation, the "road" is no longer a physical path to be traveled; it becomes a conceptual curve generated by the geometric overlapping of the modules. The installation thus transforms the urgency of traffic safety codes into the hypnotic stillness of art, inviting the viewer to lose themselves in a landscape of pure graphic signs, where the boundary between signal and abstraction permanently dissolves.