PROXY WAR
(GUERRA PER PROCURA)
Proxy War è un’opera di denuncia che esplora la de-naturazione della forza militare attraverso una potente metafora visiva: il collasso del timone. L’elemento aerodinamico di un jet da combattimento viene presentato incurvato e privo di vigore, ricalcando fedelmente la morfologia delle pinne dorsali di orche e delfini nati o addestrati in cattività.
In biologia, la pinna cadente è il simbolo di un animale strappato al proprio habitat, costretto in spazi angusti e privato della propria funzione vitale; nell’opera di Papi, questo segno diventa la prova tangibile di una sovranità sottomessa. L’aereo non appartiene più alla nazione che lo ha costruito o che lo pilota, ma diventa uno strumento "allevato in cattività" per servire interessi geopolitici altrui.
L’opera contesta la logica delle guerre per procura, evidenziando come l'esternalizzazione dei conflitti trasformi interi eserciti in organismi snaturati, pedine di un ecosistema artificiale dove la missione bellica non risponde più alla difesa del proprio territorio, ma a una coreografia imposta da potenze terze. Proxy War ci mette di fronte alla vulnerabilità di un’arma che, pur essendo letale, ha perso la direzione del proprio timone.

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Proxy War is a work of protest that explores the denaturation of military force through a powerful visual metaphor: the collapsed rudder. The aerodynamic vertical stabilizer of a fighter jet is presented curved and devoid of its structural integrity, faithfully mimicking the morphology of the collapsed dorsal fins seen in orcas and dolphins raised in captivity.
In biology, a drooping fin is the hallmark of an animal torn from its natural habitat, confined to cramped spaces, and deprived of its vital function. In Papi’s work, this physical deformity becomes tangible evidence of subjugated sovereignty. The aircraft no longer belongs to the nation that built or pilots it; instead, it becomes an instrument "bred in captivity" to serve foreign geopolitical interests.
The work challenges the logic of proxy wars, highlighting how the outsourcing of conflict transforms entire armies into distorted organisms—pawns in an artificial ecosystem where military missions no longer serve territorial defense, but rather a choreography dictated by external powers. Proxy War confronts the viewer with the vulnerability of a weapon that, despite its lethality, has lost control of its own direction.

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